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GIANCARLO NICOLINI Giancarlo Nicolini è nato a Massa il 13 Marzo 1963. Nel presente sito troverete suoi lavori editi fuori catalogo ed inediti. L’Autore intende dedicare questo suo spazio alle inascoltate solitudini. |
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Prefazione di Gian Luca Biagini |
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Credo che la capacità seduttiva del racconto breve, dell’epillio, della mezza pagina sia eficacemente rafigurata ne “I mille modi di essere felice”, in cui Giancarlo Nicolini rivolge un pensiero nostalgico alle storie ascoltate nell’infanzia, a quella temperie fatta di sogni ed illusioni, rievocata con una vena di malinconia che un sottile velo di ironia non riesce a medicare. Chiare assonanze con Pirandello, con Saint-Exupery, con E.A. Poe ci immergono vieppiù nell’antica suggestione delle iabe: temi conosciuti (il salice, il gigante), emersioni dall’inconscio personale (la lucertola d’oro), ci restituiscono quel mondo parallelo al nostro che Giancarlo ha la rara capacità di rappresentare in modo semplice e immediato, per il suo stretto contatto, mai perduto, con la parte meno differenziata della psiche. Penso che il pregio maggiore di questo grappolo di fiabe consista nella grande capacità di ingenerare stupore e meraviglia in chiunque sia dotato di intelletto e sentimento.
GIAN LUCA BIAGINI Mille modi di essere felice: download |
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Cinque criteri per imparare a morire bene |
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Scritto da Carlo Molari
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1. Diventare pienamente noi stessi.
La nostra identità personale è in continuo divenire, verso il compimento. La morte ci chiede: chi sei diventato? che nome hai? Quello che abbiamo fatto, le nostre azioni, scompaiono. Noi siamo diventati questo o quello, secondo quale valore abbiamo accolto.
2. Distaccarci.
Imparare il distacco radicale dalle cose. Noi viviamo intensamente quando siamo distaccati dalle idolatrie, attaccati al vero e all’essenziale.
3. Amare.
Interiorizzare le persone senza possederle, senza trascinarle con noi. Il bambino ama davvero i genitori quando li interiorizza, e dunque può stare anche senza di loro. La morte è andare, pieni di presenze, senza condurle con noi.
4. Arrivare all’amore oblativo.
La morte è un amore oblativo, tutto offerta e dono. È il dono anche del nostro corpo. È la consegna di tutto me stesso alla storia degli altri. Nel cammino della vita, ci è chiesto sempre di più, per imparare questo amore.
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